PENNE NERE: VATICANISTI IN CAMPO
Esiste una notevole fluidità nei rapporti tra i giornalisti e le loro fonti. Questa caratteristica si accentua per gli specialisti indicati come “vaticanisti”. Tale aspetto assume una connotazione particolare nell’ambito della stampa italiana, ma non in maniera esclusiva, per la presenza a Roma di molti corrispondenti della stampa estera. Per taluni ciò ha comportato una forma di intervento diretto nelle vicende politiche del vertice ecclesiastico. Se ne può tracciare una storia anche meno recente, anche se, a dire il vero, gli anni del papato di Jorge Mario Bergoglio e il periodo immediatamente successivo alla sua scomparsa hanno assunto una rilevanza peculiare.
Nel mese di settembre 2016, a proposito dell’esortazione apostolica postsinodale Amoris Laetitia (19 marzo 2016) fu sollevata un serie di «dubia» da parte di quattro cardinali, peraltro ormai sulla soglia prevista dalle norme dettate da Paolo VI per la rinuncia al proprio ufficio: l’italiano Carlo Caffarra, già arcivescovo di Bologna († 2017); lo statunitense Raymond Leo Burke (n. 1948), già Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica; i tedeschi Walter Brandmüller, già Presidente del Pontificio Comitato di Scienze Storiche (n. 1929), e Joachim Meisner, già arcivescovo di Colonia (†2017). In verità, ci si trovava di fonte a obiezioni sostanziali, più che a richieste di chiarimenti: in particolare, sul capitolo ottavo dell’esortazione apostolica. Papa Francesco non rispose direttamente, malgrado alcune sollecitazioni. Il 14 novembre dello stesso anno il testo dei Dubia venne diffuso in rete da Settimo Cielo di Sandro Magister, dalla Nuova Bussola Quotidiana, dal National Catholic Register e da Homme Nouveau. Quelle pubblicazioni erano accomunate da un orientamento conservatore, se non addirittura tradizionalista.
Con una lettera aperta, datata 26 agosto 2018, l’ex nunzio apostolico Carlo Maria Viganò (n. 1941) attaccò frontalmente papa Francesco, chiedendone le dimissioni per il comportamento da lui tenuto nei confronti del cardinale statunitense Theodor McCarrick (nel 2018 sospeso a divinis e il 13 febbraio 2019 dimesso dallo stato chiericale). Il testo apparve sul sito del giornalista Aldo Maria Valli, Duc in altum. In seguito, dagli interessati si fu messi a conoscenza che nella redazione definitiva del testo intervenne, oltre a Valli, un altro giornalista riconducibile agli ambienti conservatori e tradizionalisti, Marco Tosatti (il Corriere della Sera diede ampiamente conto delle posizioni di Viganò anche quando venne scomunicato il 5 luglio 2024).
Quando ormai si parlava apertamente di un futura, se non prossima, successione nel pontificato, il 15 marzo 2022 nel Settimo Cielo di Sandro Magister apparve il testo di un anonimo cardinale, che si firmava «Demos»: in seguito emerse trattarsi del cardinale australiano George Pell (†2023), già Prefetto della Segreteria per l’economia. Sin dal titolo, Il Vaticano oggi, emergeva che l’estensore si preoccupasse innanzitutto di un incombente conclave: a un preciso interesse per la gestione del vertice ecclesiastico erano di fatto subordinate le problematiche attuali della Chiesa cattolica.
Immediatamente dopo la morte del “papa emerito” Benedetto XVI, avvenuta il 31 dicembre 2022, nel corso del mese di gennaio uscirono alcuni libri, la cui elaborazione era ovviamente iniziata alcuni mesi prima (si veda in «Letture»: Una strategia editoriale). Al 19 gennaio 2023 era stata da tempo programmata l’uscita in libreria di un libro molto polemico, per la versione che forniva dei rapporti tra Joseph Ratzinger e Jorge Mario Bergoglio. L’autore era lo storico segretario del prelato tedesco, Georg Gänswein. Nella sua stesura era intervenuto un giornalista italiano, Saverio Gaeta. Nel corso del mese apparve anche l’intervista della giornalista Franca Giansoldati, del Messaggero, al cardinale Ludwig Gerhard Müller: si presentava come una sorta di manifesto teologico sul presente e sul futuro della Chiesa cattolica. In quello stesso mese fu pubblicato, presso la casa editrice Cantagalli di Siena, un volume del cardinale guineano Robert Sarah, che nel gennaio del 2020 era stato protagonista di un controverso caso editoriale. In Francia era apparso a doppia firma, del cardinale e del “papa emerito”, un volume a favore del celibato ecclesiastico – che interferiva direttamente nella redazione di un’esortazione apostolica postsinodale da parte di papa Francesco (anche in quella circostanza il Corriere della Sera dette ampio risalto alle argomentazioni e smentite del cardinale, rendendo pubblica una serie di documenti).
Il 2 ottobre 2023 La Nuova Bussola Quotidiana e Settimo Cielo di Sandro Magister pubblicavano in anteprima una nuova serie di cinque «dubia» sottoposti a papa Francesco, di cui sino ad allora non si era avuta notizia. Quella Lettera ai fedeli cattolici fu sottoscritta da cinque cardinali: di nuovo da Raymond Leo Burque e Walter Brandmüller, e da Robert Sarah, già Prefetto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti (n. 1945); da Joseph Zen Ze-kiun, vescovo emerito di Hong Kong (n. 1932); da Juan Sandoval Íñiguez, arcivescovo emerito di Guadalajara, in Messico (n. 1933). Il testo si riferiva al documento preparatorio di un sinodo, i cui lavori sarebbero iniziati di lì a pochi giorni.
Un altro cardinale, che aveva voluto mantenere l’anonimato, firmandosi di nuovo con la pseudonimo di «Demos», aveva redatto un testo: Il Vaticano domani. Le aspettative di un conclave ritenuto ormai prossimo gli conferivano un tono drammatico. Apparve l’8 marzo 2024 nel sito web Duc in altum, del giornalista Aldo Maria Valli. Anche questo testo appariva più preoccupato delle circostanze della successione papale, rispetto alle pur menzionate questioni che agitavano la Chiesa cattolica.
Alla fine del 2024, quando negli ambienti conservatori e tradizionalisti si riteneva comunque imminente un conclave per l’elezione di un successore a papa Francesco, Diane Montagna, giornalista statunitense e corrispondente da Roma per The Catholic Herald, insieme a Edward Pentin, Senior Vatican correspondent per National Catholic Register, mettevano in rete un nuovo sito: The College of Cardinals Report. Interessava allora mettere in risalto gli orientamenti dei singoli cardinali non tanto su tematiche magari molto rilevanti, ma in realtà scontate, quanto a proposito di una decina di argomenti che stavano particolarmente a cuore a conservatori e tradizionalisti. Una versione cartacea dei dati contenuti in quel sito fu messa a disposizione dei cardinali prima dell’inizio del conclave in cui fui eletto papa Leone. In un momento in cui la cattedra di Pietro sembrava già vacillare, nel 2020 Edward Pentin aveva curato la pubblicazione di The Next Pope: The Leading Cardinal Candidates, con 19 profili di prelati ritenuti plausibilmente papabili (il cardinale Robert Francis Prevost vi faceva una timida comparsa).
Agli inizi del mese di luglio 2025, due settimane prima dell’anniversario della promulgazione di Traditionis custodes (16 luglio 2021), il documento di papa Francesco che restringeva le possibilità di celebrare la messa-in-latino concesse da Benedetto XVI nel 2007 con Summorum pontificum, Diane Montagna con uno scoop annunciava la pubblicazione di un documento, in origine proveniente dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, che a suo avviso smentiva le ragioni addotte a suo tempo da Jorge Mario Bergoglio a supporto della decisione da lui presa. A dire il vero la giornalista era intervenuta in merito alla documentazione preparatoria già nel 2021.
Sempre nel mese di luglio 2025 sulla questione Saverio Gaeta, insieme al teologo Nicola Bux, rendeva disponibile un corposo numero di documenti, connessi con quella decisione – con un sottotitolo davvero intrigante: Il questionario ai vescovi sul rito antico: arma di distruzione di Messa?
Queste vicende, particolarmente fitte durante il pontificato di Jorge Mario Bergoglio, hanno caratteristiche strutturali comuni, rappresentando un indubbio salto di qualità rispetto alla pur intensa attività professionale di numerosi vaticanisti, che spaziano da libri e giornali agli interventi in rete e alla televisione.
Di fatto la segretezza da cui sono avvolte le iniziative della Santa Sede nel governo della Chiesa cattolica predispone a interessate fughe di notizie, che a volte hanno lacerato una vera e propria cortina di omertà: assai spesso, peraltro, hanno rappresentato il movimento di una pedina nel gioco di molto complessi conflitti di potere. Di conseguenza alcuni vaticanisti, terminali di tali interessate rivelazioni, hanno rivestito un ruolo attivo nell’ambito della politica ecclesiastica.
Un approfondimento della tematica si può trovare in un volume sul tradizionalismo cattolico, di imminente pubblicazione presso la casa editrice Morcelliana di Brescia.
Si veda anche Roberto Rusconi, Joseph Ratzinger – Benedetto XVI. Teologo – cardinale – papa. Brescia, Morcelliana, 2021.
I volumi citati sono:
Nicola Bux – Saverio Gaeta, La liturgia non è uno spettacolo. Il questionario ai vescovi sul rito antico. Arma di distruzione di Messa? Verona, Fede e Cultura, 2025.
Georg Gänswein, Nient’altro che la verità. La mia vita al fianco di Benedetto XVI, con Saverio Gaeta. Milano, Piemme, 2023
Gerhard Müller, In buona fede. La religione nel XXI secolo, con Franca Giansoldati. Milano, Solferino, 2023.
Edward Pentin, The Next Pope. The Leading Cardinal Candidates, Manchester (New Hampshire/ USA), Sophia Institute Press, 2020.
Robert Sarah, con Joseph Ratzinger (Benedetto xvi), Dal profondo del nostro cuore, a cura di Nicolas Diat. Siena, Cantagalli, 2020 (Des Profondeurs de nos cœurs. Paris, Fayard, 2020).
Robert Sarah, Catechismo della vita spirituale, Siena, Cantagalli, 2023.
