A PROPOSITO DELLA CISGIORDANIA E DI GAZA
BEATUS QUI TENEBIT, ET ALLIDET PARVULOS TUOS AD PETRAM.
Spinto dalla pubblicazione su La Stampa, il 21 luglio 2025, dell’intervista a un cardinale (Cardinale Lojudice: la pace non si fa cacciando un popolo. Folle uccidere bimbi in fila per il cibo), il sito nordamericano LifeSiteNews, di orientamento reazionario e tradizionalista, ha riproposto un link con un ampio e documentato articolo pubblicato alcuni mesi fa (da cui è tratta l’immagine di un bambino liberato dalle macerie dopo un bombardament0 di IDF a Gaza). La citazione si trova nel Salmo 136 (137),9: «Beato chi piglierà i tuoi piccoli bambini e li sbatterà contro la roccia!».
Sono testi difficili da sintetizzare. Di conseguenza è auspicabile una lettura personale del testo originale (una traduzione automatica disponibile in rete può aiutare a superare con facilità le barriere linguistiche).
Patrick Delaney, Analysis. Israeli extremist rabbis instruct soldiers heading to Gaza: ‘Kill all their children’, in LifeSiteNews, 19 maggio 2025.
While many tens of thousands of Jews reject Zionism altogether, fundamentalist rabbis openly calling for the genocide of Palestinians, including children, are not as rare as one would hope, nor is their influence.
Le argomentazioni di quei rabbini, riportate nell’articolo, gettano una luce oscura sul retroterra religioso delle scelte operative del governo israeliano.
La situazione attuale ha invece indotto altri rabbini a interrogarsi sul senso degli avvenimenti.
Rémy Videau, Analyse. Gaza : des rabbins interpellent le gouvernement israélien et dénoncent « une grave crise morale », in La Croix, 1° agosto 2025.
Plus de mille rabbins du monde entier appellent Israël à respecter toute vie innocente à Gaza et en Cisjordanie.
Awdah Hathaleen era un attivista palestinese. Ha partecipato alla realizzazione del documentario premiato con l’Oscar a Hollywood: «No other land», che racconta le violenze commesse dai coloni israeliani ai danni dei palestinesi in Cisgiordania. È stato assassinato di recente. La reazione del governo israeliano dopo il massacro del 7 ottobre 2003 ha dato lo spunto a un’operazione militare tuttora in atto, che ha trasformato la striscia di Gaza in un mattatoio.
Nel mondo cattolico, che in passato ha conosciuto il potenziale slittamento dall’antigiudaismo religioso all’antisemitismo razziale, ancora una volta si è posto un problema: ossia di evitare il passaggio dall’antisionismo, o comunque dalla critica al governo israeliano, all’antisemitismo. In taluni ambienti, peraltro, gli avvenimenti degli ultimi tempi in Cisgiordania e a Gaza hanno messo in forse le indispensabili distinzioni.
