PAROLE IN CHIESA, PAROLE IN PIAZZA: DA CHE PULPITO VIEN LA PREDICA

PAROLE IN CHIESA, PAROLE IN PIAZZA: DA CHE PULPITO VIEN LA PREDICA                        

La predicazione in volgare alla popolazione nell’Italia della fine del medioevo e della prima età moderna ha rappresentato un fenomeno di grande importanza, non soltanto dal punto di vista religioso ed ecclesiastico, ma anche culturale, sociale ed economico.

Oltre a un recente libro di Camaioni Michele, in un volume pubblicato dalla casa editrice Viella di Roma sono stati riprodotti una decina di contributi, che hanno avuto per oggetto la predicazione in Italia tra VII e XVI secolo. Disposti in ordine cronologico, sono stati scelti per il carattere metodologico che hanno rivestito nell’ambito della storia della predicazione, rispetto al più diffuso interesse per gli scritti di prediche volgari e di sermoni latini.

  1. Predicazione e vita religiosa nella società italiana da Carlo Magno alla Controriforma
  2. La predicazione tra primo e secondo millennio
  3. La predicazione minoritica in Europa
  4. La predicazione: parole in chiesa, parole in piazza
  5. S. Bernardino da Siena, la donna e la “roba”
  6. «Monte di denaro e Monte della Pietà». Predicazione, prestito a usura e antigiudaismo nell’Italia rinascimentale
  7. Predicazione penitenziale, ascolto delle confessioni e prassi indulgenziale. Italia, 1470 ca.-1520 circa
  8. Le prediche di fra Girolamo da Ferrara: dai manoscritti al pulpito alle stampe
  9. L’ultimo sermone. La predica dell’Anticristo alla fine del Medioevo
  10. «Rhetorica ecclesiastica». La predicazione nell’età post tridentina fra pulpito e biblioteca

Nei due millenni della storia delle Chiese cristiane, la predicazione ha rappresentato un momento fondamentale per la trasmissione, dal clero ai fedeli, di dottrine cui credere e di comportamenti fa tenere.

Un’attività che ha conosciuto mutamenti ed evoluzioni: tra tarda antichità e secoli centrali del medioevo si predicava poco e male, sulla scorta dei sermoni latini di Agostino, Gregorio Magno e altri, mentre negli ultimi secoli dell’età di mezzo i frati mendicanti avevano portato letteralmente i pulpiti fuori dalle chiese.

[si veda l’immagine di una predica bernardiniana]

Nel Rinascimento predicatori come Bernardino da Siena divennero “divi” e capiscuola, propugnando un comportamento organico all’egemonia del ceto mercantile-borghese, anche grazie allo sfruttamento dell’invenzione della stampa.

In seguito, per il contrasto tra Chiesa di Roma e Riformatori d’oltralpe, l’attività di predicazione fu sottoposta al controllo inquisitoriale, mentre con il prevalere della Controriforma le pubblicazioni di prediche diventarono addirittura una forma di letteratura, in grado di coinvolgere persino poeti come Giovan Battista Marino.

[dalla quarta di copertina]

 

Michele Camaioni, Il governo dei pulpiti. Predicatori, potere e pubblico nell’Italia della prima età moderna. Roma, Edizioni di storia e letteratura, 2024.

Roberto Rusconi, Predicazione e predicatori in Italia nel Medioevo e in età moderna. Roma, Viella, 2023.