IL TRADIZIONALISMO CATTOLICO
Alla morte di papa Francesco e all’elezione di papa Leone XIV all’interno della Chiesa cattolica si sono configurate molte reazioni, a volte alquanto diverse tra loro. Per quanto riguarda i conservatori e gli ambienti tradizionalisti, al di là di dichiarazioni deplorevoli, fortunatamente inabissate nei meandri della rete, in genere è emerso un atteggiamento rivendicativo. In altri termini, soprattutto nel periodo che ha preceduto il conclave, si sono moltiplicati i cahiers de doléances, in cui si elencavano le indicazioni alle quali il futuro pontefice non avrebbe potuto sottrarsi. Alcuni addirittura richiedevano che il neoeletto non solo annullasse tutti i provvedimenti di papa Bergoglio, ma addirittura lo dichiarasse eretico e apostata e revocasse tutti i documenti da lui emanati, a cominciare da Amoris laetitia. Più sotterranea era l’attesa di quanti avrebbero fatto istanza per un papato di restaurazione, che in qualche ambito avrebbe dovuto riportare le lancette all’indietro, magari all’epoca che aveva preceduto il Concilio Vaticano II. In verità era difficile prevedere da parte degli ambienti tradizionalisti la possibilità di accettare il carattere positivo almeno di qualche parte del pontificato di Francesco.
Nelle settimane, che hanno preceduto e seguito l’elezione di Leone XIV, ha prevalso l’attesa di un adeguamento del governo della Chiesa cattolica alle loro preoccupazioni dottrinali e alle loro prassi liturgiche e devozionali. Si è peraltro percepito in maniera assolutamente chiara che per i tradizionalisti anche un atteggiamento moderato da parte del nuovo papa nel gestire i contrasti avrebbe significato un tradimento. In altri termini, rivendicazioni e querimonie da parte dei tradizionalisti non hanno perso nulla della loro aggressiva intensità.
La semisecolare vicenda di monsignor Lefebvre e della Fraternité Sacerdotale Saint-Pie-X ha ampiamente dimostrato l’inutilità di concessioni, che, invece di ricondurre a una ricomposizione delle fratture, avrebbero comportato un allargamento del divario. Al di là delle intenzioni di Benedetto XVI, ciò è accaduto per le concessioni liturgiche di Summorum Pontitfices.
Nella ricorrenza di san Martino, data in cui tradizionalmente erano rinnovati i patti agrari e si spillava il vino novello, è stampato il volume di Roberto Rusconi, A destra di Dio. Il tradizionalismo cattolico (Brescia, Morcelliana, 2025). Questi sono gli argomenti affrontati:
Introduzione. Dalla Tradizione al tradizionalismo
PRIMA PARTE. La trincea del retroterra
Capitolo primo. L’invenzione della Tradizione. La dimensione politica della tradizione in età contemporanea. San Pio V e san Pio X ovvero dell’identitarismo tradizionalista. Gli intellettuali e un’estetica della tradizione. Tradizione e conservazione nelle Chiese orientali
Capitolo secondo. L’antimodernismo dopo il Concilio Vaticano II. Restaurazione e avversione alla modernità. Tradizionalisti e antimodernismo: «Il passato del presente». Dalla denuncia al rifiuto: l’arcivescovo Marcel Lefebvre.
Capitolo terzo. TLM: la lotta per la messa-in-latino. Le diverse stagioni del Missale Romanum. L’antichità del canto gregoriano. Il tradizionalismo liturgico. Da Summorum Pontificum a Traditionis Custodes.
SECONDA PARTE. L’onda della diffusione
Capitolo quarto. Il nero nella rete. Le reti fanno rete.
Capitolo quinto. Pagine nere come l’inchiostro. La parabola dei vaticanisti: dalla critica al dissenso all’opposizione.
Capitolo sesto. Una strategia editoriale multiforme. Una “stampa underground”. I libri cattolici nel tempo dell’e-commerce. Un editore e un cardinale accomunati nella lotta.
TERZA PARTE. Il passato ha un futuro nella Chiesa?
Capitolo settimo. Un avamposto della retroguardia. I cardinali statunitensi celebrano la TLM. «The Bishop of America»: Joseph Edward Strickland. Gli yankees contro San Pietro.
Capitolo ottavo. Magistero alternativo e governo della Chiesa. Carlo Maria Viganò: ascesa e caduta di un curiale. Cardinali e vescovi in pubblico disaccordo con il papa. Gli orientamenti del papato messi in discussione apertamente. Dalla critica esplicita alla contestazione e alla contrapposizione. In vista di un conclave, se non imminente almeno prossimo. Diverse manifestazioni di un magistero alternativo.
Capitolo nono. La stessa Chiesa in differenti paesi. La diversità delle Chiese cristiane. Fiducia supplicans e l’emergere delle differenze. Tra adesione e opposizione: le liste di proscrizione. La Chiesa in Africa tra inculturazione e acculturazione.
Capitolo decismo. A proposito del vero papa. La rinuncia di Benedetto XVI non è stata effettiva. A proposito di eresia e di apostasia del papa. Uno scisma im/possibile diventa attuale.
Conclusioni. Verso il domani.
Capitolo undicesimo. Un passato per il futuro. Le devozioni e le loro manifestazioni. Il pellegrinaggio come rituale tradizionalista. Giovani adulti e paradigma identitario. Vocazioni religiose in rialzo. A proposito di un passato ancora presente
Capitolo dodicesimo. Il Papa è morto? Viva il Papa!
