BENEDETTO XVI  SANTO (QUASI SUBITO) ?

BENEDETTO XVI  SANTO (QUASI SUBITO) ?

Storico segretario del cardinale Joseph Ratzinger, e poi di papa Benedetto XVI, l’attuale nunzio apostolico nei paesi baltici, Georg Gänswein, ha immancabilmente prospettato l’opportunità di aprire la causa di beatificazione (e in seguito di canonizzazione) del “papa emerito”, scomparso alla fine del 2022, dopo avere rinunciato al pontificato nel 2013. In effetti negli stessi giorni si richiamava l’attenzione su un presunto miracolo di guarigione, dovuto a un intervento del pontefice nel 2012. Qualche voce si era levata in proposito anche in precedenza: «Non sarei sorpreso se un certo giorno si guardasse a lui come a uno dei grandi santi del nostro tempo».

Tra in paio d’anni, comunque, non avrebbe luogo la forzatura, in base alla quale il processo canonico per Giovanni Paolo II fu aperto il 28 giugno, a ridosso della morte, avvenuta il 2 aprile 2005: in deroga al termine che lo stesso papa polacco aveva abbreviato in soli cinque anni. In effetti, proprio a lui è dovuta una accelerazione delle procedure di riconoscimento della santità dei propri predecessori sulla soglia di Pietro.

La santità dei papi era stata proclamata con enorme moderazione in precedenza. Fu canonizzato nel 1313 il primo papa che aveva rinunciato alla soglio pontificio, il monaco Pietro del Morrone poi Celestino V (m. 1296). Fu beatificato nel 1672 e canonizzato nel 1712 papa Pio V (il domenicano Michele Ghislieri, 1566-1572): il cui nome era stato collegato alla vittoriosa battaglia navale contro gli ottomani nel golfo di Lepanto (1571). Alla lotta contro i turchi, ma con un occhio al comunismo sovietico, richiamava la beatificazione nel 1956 di Innocenzo XI (Benedetto Odescalchi, 1676-1689), avvenuta negli ultimi anni del pontificato di Pio XII (1939-1958). Eugenio Pacelli procedette con decisione alla beatificazione nel 1951 e alla canonizzazione nel 1954 di Pio X (Giuseppe Sarto, 1903-1914): con la proclamazione della santità dell’omonimo predecessore il papa avrebbe voluto coronare l’anno santo del 1950, ma lo impedirono gli strascichi della repressione antimodernista. La sua causa, avviata nel 1965 unitamente a quella di Angelo Giuseppe Roncalli da Paolo VI (1963-1978), fu in seguito da essa separata. Malgrado il riconoscimento del carattere di venerabile da parte di Benedetto XVI nel dicembre 2009, un ostacolo insormontabile si trova nella questione del suo atteggiamento nei confronti della Shoah, come è risultato in maniera inequivocabile nel 2008, cinquantesimo anniversario della scomparsa di Pio XII.

A un’ottica di celebrazione del papato nella proclamazione riconoscimento della santità dei pontefici corrispondevano le iniziative culminate durante il pontificato di Giovanni Paolo II: dapprima, nel 2000,  l’improvvida beatificazione di Pio IX (1846-1878), unito a Giovanni XXIII (1958-1963) nella comune invocazione a un Concilio Vaticano, radunato dal primo e convocato dal secondo: la decisione corrispondeva a una linea di contenimento della portata del Vaticano II. A questo punto si apriva nel 2003 il processo di beatificazione di Giovanni Paolo I (Albino Luciani, 1978), la cui proclamazione sarebbe avvenuta nel 2022 con papa Francesco. Durante il pontificato di Jorge Mario Bergoglio nella stessa cerimonia si è avuta la canonizzazione di Giovanni XXIII e di Giovanni Paolo II (2014) e in seguito è giunto a compimento l’iter della beatificazione (2014) e della canonizzazione (2018) di Paolo VI.

In occasione del sinodo straordinario, convocato a Roma da papa Leone XIV nei giorni 7 e 8 gennaio 2026, al  margine delle riunioni un cardinale avrebbe protestato per l’eccessiva enfasi relativa a papa Francesco [come pare si sia verificato con Achille Ratti (Pio XI, 1922-1939), si può ipotizzare che problemi legati al carattere personale si frapporrebbero all’apertura di una causa per Jorge Mario Bergoglio].

Non si può fare a meno di riascoltare il grido del domenicano Yves Congar: «Perché questa glorificazione dei papi ad opera dei loro successori? Non usciremo quindi mai dalle vecchie abitudini romane?».

E ricordare anche la meno nota provocazione di un cardinale conservatore, Silvio Oddi, prefetto della Congregazione del clero dal 1979 al 1985 e morto nel 2001 – ribattezzato “mastino di Dio”: «Visto che vogliono farli santi, lo facciano alla fine di un secolo […]. Prendano i papi e li santifichino in una volta sola!».

 

 

Tra i  contributi di Roberto Rusconi si vedano:

Santo Padre. La santità del papa da san Pietro a Giovanni Paolo II, Roma, Viella, 2010.

La controversa beatificazione di Pio XII, in Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Continuità e discontinuità di due papati, a cura di Roberto Rusconi, in «Humanitas», n.s. XLV (2010), num. 1, pp. 143-156.

I tanti volti di un pontefice polacco. Giovanni Paolo II da leader carismatico a santo canonizzato, in «Memoria e Ricerca. Rivista di storia contemporanea», III (2016), pp. 383-394.

Joseph Ratzinger – Benedetto XVI. Teologo, cardinale, papa, Brescia, Morcelliana, 2021: cap. VII, pp. 157-162.

La canonizzazione di un Papa. Interrogativi a proposito di santità e miracoli, in «Humanitas», 77 (2022), pp. 574-579.

Nella sezione Opinioni: Papolatria – un dossier del domenicano Yves-Marie Congar.