Nel programma elettorale, con cui il partito tedesco di ultra-destra, Allianz für Deutschland [AfD], si è presentato alle elezioni per il governo del land Sachsen[Sassonia]-Anhalt, all’interno della Repubblica Federale di Germania [BRD], fra i molti inquietanti obiettivi si trova l’abolizione dell’obbligo scolastico. In base al Grundgesetz, la legge costituzionale tedesca, tale materia è demandata integralmente ai singoli governi regionali].
«L’ultradestra di Ulrich Siegmund [lo spitzenkandidat a governatore] vuole abolire l’obbligo scolastico e sostituirlo con un “obbligo all’educazione”. Leggi: home schooling. E per chi conosce il mondo sommerso delle comunità neorurali o völkisch, quelle che vorrebbero educare i loro figli lontano dalle scuole moderne, che vorrebbero imprimergli un’istruzione nazionalsocialista, è un sogno che si realizza. [***] Abolire l’obbligo scolastico, è problematico proprio perché può servire a sottrarre i bambini all’educazione democratica e a indottrinarli con l’ideologia völkisch» (da La Repubblica).
La tematica dell’homeschooling non è particolarmente attestata in Italia. A dire il vero, una rapida scorsa su Amazon fa emergere almeno una dozzina di pubblicazioni, che ne promuovono la prassi. Esistono alcune organizzazioni che offrono supporto ai genitori che vogliano affrontare un simile percorso, peraltro senza risvolti confessionali (Centro Formativo Consizos e Homeschooling Italia, entrambi a Cagliari, e Controscuola).
Lo spettro di una contrapposizione, quindi di una alternativa, tra educazione familiare e istruzione pubblica, aldilà di aspetti discutibili, che a volte hanno sfiorato il grottesco, si aggira nel retroscena della vicenda della “famiglia nel bosco”: in relazione alla quale i tradizionalisti della Nuova Bussola Quotidiana hanno invocato una violazione del principio di sussidiarietà.
Esiste comunque una differenza tra l’homeschooling e lo statuto e le caratteristiche dell’istruzione nelle scuole cattoliche, pur basandosi sul fondamento della dottrina della sussidiarietà: dal cui sottofondo può sempre fare capolino lo spettro di un’educazione separata, sulla base di un orientamento confessionale tradizionalista.
Nell’inchiesta di copertina di luglio-agosto 2026, il mensile Jesus, del Gruppo editoriale San Paolo, aveva rivelato che un crescente numero di famiglie ha deciso scelgono di non iscrivere i figli alla scuola pubblica, con la motivazione di rivendicare il primato educativo dei genitori: per una palese sfiducia nelle istituzioni statali e ricadendo in una modalità di identitarismo confessionale, non soddisfatta nemmeno dalle scuole cattoliche. Una madre homeschooler di quattro figli, appartenente alla Fraternità San Pio X, ha dichiarato: «In questa società laicizzata e lontanissima dai valori cattolici, non abbiamo trovato una scuola veramente cattolica in cui iscrivere i nostri figli».
Quanto alle motivazioni, il 13 giugno 2025, i cattolici europei nella redazione in lingua italiana del loro sito erano stati espliciti: «Homeschooling cattolico: ultimo baluardo contro la dittatura ideologica».
Il sito di Rinascita delle scuole cattoliche è ancora più esplicito nel rimandare all’area del tradizionalismo cattolico, definito dal riferimento alla messa-in-latino:
« Siamo un gruppo di laici cattolici che fa consulenze gratuite sulle scuole cattoliche legate al rito antico. […] Se cerchi contatto con altri genitori cattolici amici del rito antico, facci sapere. Volentieri ti aiutiamo a trovare altre famiglie». Dal momento che « Le scuole legate al rito antico non sono assolutamente tutte identiche. Ne conviene conoscere la varietà per scegliere quella più adatta secondo il temperamento e le capacità del figlio o della figlia». Di conseguenza si fornisce una lista di collegi maschili e di collegi femminili: sono raccomandate soprattutto scuole francesi, con limitate menzioni per Germania, Svizzera e Regno unito. Vi compare soltanto un collegio maschile situato in Italia, San Pancrazio ad Albano Laziale, nel cui sito si chiarisce che «I genitori dei nostri alunni, provenienti da tutta Italia, beneficiano del supporto di diversi insegnanti e dell’aiuto spirituale di alcuni sacerdoti della Fraternità Sacerdotale San Pio X (tra le immagini appaiono giovani inginocchiati che ricevono l’eucaristia sulla lingua). «La scuola parentale San Pancrazio (ubicata a 25 km da Roma) è un’opera nata nel 2014 su richiesta di alcuni genitori per fornire un’istruzione cattolica tradizionale ai loro figli. Si tratta dell’unico istituto scolastico italiano (con le classi medie e con un liceo) dove viene celebrato la Santa Messa unicamente in rito antico».
In Francia il numero 52, uscito nel giugno 2014, della rivista Civitas era dedicato a L’instruction à domicile, une liberté à défendre. Civitas è un gruppo ultratradizionalista e legittimista, in cui emergono reminiscenze dell’Action Française di Maurras (condannata da papa Pio X nel 1926) ed un esplicito riferimento alle posizioni di mons. Marcel Lefebvre e della Fraternitè Sacerdotale Saint-Pie X (su cui è caduta la scomunica agli inizi del mese di luglio nel 2026).
Il sito statunitense Raising Wild Saints offre on line The Ultimate Guide to Catholic Homeschooling, ampliando la portata del fenomeno rispetto alla situazione europea, dove un’educazione cattolica separata deve tener conto dell’obbligo dell’istruzione pubblica:
«L’educazione a casa cattolica non è solo una scelta educativa. È uno stile di vita che invita la tua famiglia a mettere Cristo al centro della casa, delle giornate e della formazione dei tuoi figli. Se hai mai sentito il desiderio di tenere i tuoi figli a casa per farli crescere nella saggezza e nella virtù, non sei solo. Sempre più genitori cattolici stanno riscoprendo la bellezza di educare i propri figli all’interno delle mura della loro chiesa domestica».Con tipico pragmatismo si mette a disposizione un New Homeschooler’s Starter Kit.
La tematica della «Chiesa Domestica» riceve una particolare attenzione un numerosi siti cattolici statunitensi. Catholic Marriage Life offre una Catholic Domestic Church Guide: Structural & Canonical Foundations.
Sfogliando le pagine di un sito statunitense ultratradizionalista, come OnePeterFive [1P5], ci si può imbattere nell’elogio dei Domestic Church Costums, scanditi in relazione alle ricorrenze del calendario liturgico [da qui l’immagine di bambini felici].
In ogni caso occorre badare alle sfumature delle definizioni, che non ricoprono in maniera esatta il medesimo campo semantico: in altri termini, non è affatto la stessa cosa parlare di educazione ovvero di istruzione.
Peraltro, come scivolando a destra sia politica reazionaria sia tradizionalismo religioso possano condurre a esiti analoghi, se non addirittura identici, è dimostrato appunto dalla teoria e dalla pratica dell’homeschooling.
Ciò appare evidente per quanto riguarda le donne, madri sempre sorridenti (anche se il marketing impone di far figurare anche dei padri), che in sostanza si auspica rimangano in casa, vestali del focolare domestico. Nei primi giorni di settembre 2026 il New York Times ha rivelato l’intenzione dell’amministrazione Trump, e in particolare del vicepresidente JD Vance, di provvedere al supporto dei genitori – ovviamente di famiglie regolari – esortati a rimanere in casa. Nell’80% dei casi si tratta di donne.
